sabato 26 aprile 2014

Vienna - Appunti di viaggio - Non solo Schnitzel e Sachertorte

In ritardo vergognoso, lo so, ma finalmente ho trovato il tempo, tra una riunione e l’altra, per raccontarvi il mio ponte del 25 aprile a Vienna.

Tre giorni più che altro imposti dal dovere di figlia che accompagna la madre al convegno internazionale di Architetti Senza Frontiere.
Poco male. Non essendoci mai stata, dopo una fugace apparizione alla prima mattinata di meeting, ne ho approfittato per esplorare la città da cima a fondo (rigorosamente a piedi, ça va sans dire: non c'è modo migliore per scoprire davvero una nuova città!).

Ecco a voi una breve sintesi del mio itinerario Se anche voi avete solo due giorni per conoscere Vienna (e siete disposti a macinare chilometri su chilometri), prendete esempio da me e non vi perderete nessuna delle attrazioni (principali e no) della capitale austriaca!

SABATO

Diluvio universale: il tempo ideale per rinchiudersi dentro a un museo, no?


E così sono partita di buon passo, incurante della pioggia grazie al mio nuovo, ma già inseparabile parka verdone, ed ho messo in pratica l'iniziale proposito museale decisamente alla lettera. 

Nella mia intensa giornata si sono susseguiti infatti:

Museum quarter e Leopold Museum: molto bella la struttura, carino il Cafè Leopold con vista sulla Museum Platz, niente di che la collezione di opere di Schiele e Klimt, perdibile senza tanti dispiaceri!


Kunsthistorisches Museum: ho preferito questo all'edificio gemello che ospita il Naturhistorisches MuseumFatto bene?! Ecco, non saprei…tenendo conto che l'arte antica, medievale e barocca non mi entusiasma troppo e che il clou sono le sale dedicate a Caravaggio, Tiziano, Brueghel, Vermeer e similari, direi che anche in questo caso il mio occhio si è posato soprattutto sul contenitore e la sontuosità dell'edificio che certo merita una visita almeno all'ingresso


Secession  Museum: ecco, già meglio, due sale di installazioni di artisti contemporanei (tanto sconosciuti loro quanto incomprensibili le opere) e nel seminterrato il celebre Sfregio di beethoven di Klimt. Quello direi proprio che merita. In ogni caso , tempo di permanenza all'interno: 15 minuti a farla larga.

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Nash Markt: sabato, orario di pranzo, un mercato interminabile dove proliferano bancarelle di frutta e verdura, per la mia gioia visiva, cibi cinesi, giapponesi, indiani, marocchini che per un attimo mi sembra di essere di nuovo nel souk di Marrakech, coloratissimi sacchetti di frutta secca che devo quasi amputarmi un braccio per non comprarne uno e divorarlo all’istante (facendo mente locale sulla quantità infinita di calorie che rischierei di assumere), baretti e ristorantini all'aperto per tutti i gusti. Insomma, la versione austriaca del parigino Marché des Enfants Rouge.
L’ideale per una pausa rilassante. Peccato che il suddetto diluvio non cessi. E quindi continuo a camminare verso il centro.



Hotel Sacher: in pieno centro, dove peraltro si arriva sempre a piedi in molto meno tempo del previsto, qui la sosta è obbligatoria. Ovviamente, però, io vado contro corrente. Niente Sachertorte per me (ebbene sì, non ne vado matta), ma un tortino di mango e cioccolato bianco. Nulla da invidiare all'originale dessert icona del luogo!


Albertina Museum: senza dubbio la mia tappa preferita. Bello il contenitore, bellissime le esposizioni all’interno, soprattutto la mostra Monet to Picasso, un vero e proprio concentrato di tutti i miei pittori preferiti! Potevo poi non immortalare almeno uno dei conigli giganti e dai colori sgargianti disseminati all’interno e all’esterno di tutto il museo? (rivisitazione in chiave moderna del Coniglio di Duhrer, uno dei pezzi forti della collezione permanente). Poco ci è mancato che non me ne tornassi a Milano anche con un nuovo amico Bunny fucsia lungo un metro!



E con questo ho dichiarato conclusa la prima giornata all’insegna dell’arte, di tutti i periodi e di tutte le forme. Incitata dalle mie gambe che ormai chiedevano pietà.

DOMENICA
Dopo un sabato novemrino, una domenica finalmente degna del mese di aprile! L’ideale per passeggiare nel parco e nei cortili dell’Hofburg Palace





Una visita alle sale interne e al museo di Sissi e poi in passeggiata lungo Kohlmarkt e Graben, le vie principali del centro città Innere Stadt. Un vero e proprio Museo a cielo aperto, considerato interamente Patrimonio dell’Unesco, che vale la pena di scoprire aggirandosi senza meta e perdendosi al suo interno.



Interessante anche la visita con guida alla Cattedrale di Santo Stefano, con annessa scarpinata per raggiungere il tetto. Vale la pena di vincere la claustrofobia delle anguste scalette a chiocciola con 300 gradini solo per la vista della città che si ha dell’alto!




Altra vista sensazionale è quella che si ha dal Belvedere: sì, ci sono arrivata dopo un’altra passeggiatina (si fa per dire) lungo il Ring e poi su, in salita, fino all’Oberes Belvedere, talmente spossante che rischiavo fosse anche l’ultima cosa vista prima della mia dipartita, ma la fatica è stata decisamente ripagata!


LUNEDI'
Mancava ancora qualcosa per dirsi pienamente soddisfatti della visita viennese: un’ultima sosta a Schoenbrun, la residenza estiva seconda solo a Versailles per maestosità. Altra, ennesima passeggiatina nel parco, e poi si può dire che sono riuscita a vedere davvero tutto di Vienna!


Questi i miei consigli per quanto riguarda la parte “turismo”.

Sull’alloggio consiglio la zona dietro al Parlamento, sconsiglio invece il nostro hotel, Fleming: apparte il serviio degno di un motel di bassa categoria, vogliamo parlare della doccia piazzata nel pieno centro dell camera da letto e rigorosmente con pareti trasparenti?!? Trovatemi, dico io, una sola possibile combinazione di ospiti di una matrimoniale (marito e moglie, amica e amica, fratello e sorell, etc) in cui lavarsi dando pieno spettacolo di sė a chi si riposa a letto non possa risultare imbrazzante!

Arriviamo ora al cibo. Ammetto che questa volta ho dovuto un po’ accantonare la mia passione per lo sperimentare nuovi ristoranti, causa cene già fissate in anticipo nel programma di Architetti Senza Frontiere.
Poco male anche in questo caso. Sono riuscita comunque a provare due ristoranti consigliatissimi:
Palmenhaus: un edificio di vetro all’interno del Burggarten, in pieno centro, e una Wiener Schnitzel tanto classica quanto buona (così almeno dicono: per me ovviamente riadattamento del piatto principale in versione “trota salmonata”) tra le palme. Da farci, se non una cena, almeno un pranzo!




- 10er Marie: tipico Heuriger alla periferia di Vienna. Ce ne sono tantissimi, soprattutto a nord, zona dei vigneti. Uno probabilmente vale l’altro, ma non si può assolutamente ripartire da Vienna senza una cena tipica in una di queste osterie locali, a base di Wiener Schitzel, spezzatino e crauti (dice sempre quella che ha accuratamente evitato tutto ciò e si è fiondata su strudel di mele e tortini alla crema)!





Resta però  il mio amore dichiarato per la cucina contemporanea e creativa. Già selezionati su Tripadvisor i ristoranti per la prossima trasferta austriaca: Loca, Silvio Nickol, Stereck, Entler.
E resta to do list viennese anche una classica serata all'Opera, finora vista solo da fuori.
Senza fretta però, Ci penserò in autunno. 
Ora splende il sole, fa caldo e questo vuol dire solo una cosa, fondamentale, per gli imminenti weekend: mare, mare, mare!

Alle prossime dritte estive!